Wormhole Diaries parla di Masterpiece e cita Giramenti.

Vederci citati – e non in giudizio – è sempre bello. Grazie!

L’articolo lo trovate qui.

Le pregevoli scoperte libresche del paccozzo commentozzo: Diait e la recinzione de “Il delfino” di Sergio Bambarén.

“Il delfino”, di Sergio Bambarén. (à la Johnny Palomba)

La nostra gentilissima utentessa, colpevole d’aver vinto il paccozzo commentozzo dei ventimila commenti, ci regala direttamente dalla mia bacheca facebook la sua personalissima recensione ehm, recinzione di questo piccolo gioiello libresco.

Che ‘nfatti c’era un derfino che je piaceva da ‘nzeguì le onde a cazzo de cane invece de pescà dall’alba ar tramonto come tutti l’artri, e l’artri rosecaveno. allora lui je dice “ma ‘mparetevi a sognà, e nun rompete li cojoni”, finché ‘n giorno er mare ‘n perzona je parla e je dice bbravo, ‘nzegui i tuoi sogni che sei speciale, stai a andà bene, too dico io. ma poi il derfino ‘ncontra ‘na specie de balena che je imbruttisce e dice “attento all’omo che è teribbile, fa le peggio cose”, e il derfino penza “ma che davéro, c’è ‘no stronzo così ‘n circolazione?”. che ‘nfatti pure a mio cuggino, che è n’omo, negli anni settanta je dicevano che doveva ‘nzeguì i sogni e ‘a creatività e ‘o vedi come semio finiti.

Il paccozzo colpisce ancora!

Versi perversi: il mio amico Mario Borghi e il poeta da carriola.

Quando m’imbatto in un poeta degno di nota, lo comunico subito al mio amico Mario. Il solito Mario a caso.
Seguiteci sulla via poetica della carriola, non ve ne pentirete!

E adesso cliccate QUI.

“Il tuttomio” di Andrea Camilleri (in collaborazione con Paolo Ferrucci).

Su Giramenti va in onda l’autopsia di “Il tuttomio”, mirabile e fuffico romanzo di Andrea Camilleri: QUI.

Speciale autopsie: Paolo Ferrucci e la morte del giallo. (Dramma in tre puntate. E questa è la terza, ed è pure l’ultima).

Avete capito di erano i personaggi di ieri?

C’era quell’Andrea e quell’altro, era citato il machiavellico attempato e risplendeva di luce nascente il tizio che in televisione era musa dei musi della Gialappa
Abbiamo lasciato fuori una siora del giallo che teneva compagnia alla parte più alticcia della platea. C’era pure lei, ma noi siamo buoni e non vi diremo altro. Giramenti l’ha già ampiamente stroncata, inutile farle di peggio.

Avanti con la terza e ultima puntata, vediamo di capire dove si è imbucato il folto pubblico del festival del giallo.

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Speciale autopsie: Paolo Ferrucci e la morte del giallo. (Dramma in tre puntate. E questa è la seconda).

Ohibò, nella prima puntata è morto il pubblico! Dove saranno tutti? Non era il festival del giallo? O magari si tratta di una veglia funebre…

Avete scoperto chi è l’occhialuto-nasuto che presenta il mortorio? No? Dai, su pensateci bene. È torinese e mischia il giallo con la gastronomia. Ma non fatemi dire altro! Non adesso, perché la seconda puntata scalpita e forse sapremo che fine ha fatto il pubblico del festival.

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Speciale autopsie: Paolo Ferrucci e la morte del giallo. (Dramma in tre puntate. E questa è la prima).

Un tuffo nel passato! La morte – del giallo – in diretta, ma la diretta vi arriva in differita. Un programma da non perdere. Chi ha ucciso il giallo italiano? Be’, i nomi sono tutti lì, basta saperli scovare.

Sono passati anni da questo evento, manifestazione morta e poi risorta, io l’ho vista – ebbene sì, tempo dopo sono passata da quelle parti – e l’ho trovata moribonda. I fiori freschi tentavano di celare il puzzo di cadavere e le candele votive venivano spacciate per gioiose lanterne. Ma erano tutti già defunti, da almeno un decennio.

Il nostro Paolo Ferrucci – pregiato dottore d’autopsie editoriali – ci racconta l’accaduto. Ed è tutto vero, purtroppo! Seguite le tre puntate, tentate di scovare i personaggi – non è difficile… – e fatevi una sana risata sulla tomba del giallo italiano. Amen.

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